
volevo solo dormirle addosso

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Tempo d’estate televisiva e tempo di palinsesti fiacchi e replicanti. Qualche buon film, magari già visto al cinema, ma che si rivedrebbe volentieri, va in onda in terza serata. Come questo film di Eugenio Cappuccio del 2004, Volevo solo dormirle addosso, trasmesso qualche sera (notte) fa su Rai 3 e interpretato da Giorgio Pasotti e da una sorprendentemente brava Cristiana Capotondi. Il tema è quanto mai attuale ed è quello della precarietà, che non riguarda solo i nostri giovani, ma è una minaccia che incombe su chiunque, ed a qualunque età. Basta una piccola crisi, frequentissime in questo mercato che la globalizzazione ha reso spietato, e l’azienda si pone l'obiettivo di ridurre le spese incominciando, quasi sempre, dal personale. E Pasotti, nel film, impersona proprio il giovane dirigente rampante, il dottor Pressi, a cui l’azienda impone il compito di ridurre di venticinque unità il già misero organico. E allora, mettendo da parte ogni scrupolo di coscienza, eccolo affrontare con cinica determinazione i casi umani più vari, dal pensionando alla malata terminale, pur di indurre i prescelti alle dimissioni volontarie, magari ammorbidite da un misero incentivo. Alla determinazione stakanovista di Pasotti (niente target, niente super bonus, come gli fa notare l’algido direttore generale) fa da contraltare la sua indolenza e superficialità nei rapporti quotidiani con gli altri, ad incominciare dalla sua ragazza, ormai stanca di vederlo appiccicato al notebook perfino al cesso e ridotta a strumento puramente accessorio sul quale, appunto, ci si può limitare a dormire addosso.





